lunedì 14 luglio 2014

I rompighiacci nell'oceano del cambiamento



Ormai non è un segreto, a tutti o quasi tutti i grandi dello sport, il business, la politica, coloro che devono affrontare delle sfide, qualunque esse siano, serve un coach. Guardare in facia la realtà e prepararsi per metterci alla prova di fronte a tante situazioni, risulta notevolmente più facile se conti sulla guida di un coach. Fare coaching è accompagnare la persona, il team o l'organizzazione a spostarsi da uno stato problematico a uno stato di soluzioni. Da Obama a Bill Gates, da André Agassi alla famiglia reale inglese, tutti hanno superato dei gravi momenti con l'aiuto di bravissimi coach (altrimenti, non sarebbero stati in grado di sopravvivere nei loro ruoli)

Quindi, nonostante l'iniziale opposizione dalla "vecchia guardia" a causa dell'inerzia sistemica nel fare tutto e della paura al cambiamento, sono convinto che prima o poi sarà normalissimo il fatto di contattare un coach quando ci sia una necessità importante o quando ci sia un forte desiderio di miglioramento e/o trasformazione. È una questione di tempo, così è successo in paesi più evoluti del nostro e così succederà anche in Italia. Vi ricordate i primi tempi?, quanto è costato alla Psicologia farsi capire, rendere normale una seduta nel nostro contesto sociale, come se vai dall'oftalmologo o dal commercialista. Vi ricordate la diffidenza, la stigmatizzazione di chi andava allora dallo strizzacervelli? Eggià, e ancora non è che proprio fili tutto liscio...

Non ho dubbi che anche il coaching raggiungerà lo status di normalità, è già nell'angolo della quotidanità italiana. Nel fratempo, a noi coach la parola e le azioni per velocizzare il passaggio. Secondo me, siamo dei rompighiacci nell'oceano del cambiamento; andiamo avanti lentamente ma non ci fermiamo mai.



ife
Salvador et Coaching

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