... oppure c'hai lavorato sodo?
Ci si incontra ogni tanto delle persone speciali, esseri umani che sono in possesso di un'abilità sorprendente, qualcosa che trascende, che è fuori dal comune e che ci trascina in una miscella di domande, incredulità, fascino. A volte ci fa venire il mal di testa e non possiamo fare a meno di lasciarci coinvolgere, fino al punto di desiderare di voler essere come loro, cioè; vivere, sentire, esperimentare, agire come lo fanno loro, che a quanto pare sarebbero degli illuminati.
Mi vengono in mente per esempio grandi personaggi come; Gandhi, Mandela, Churchill, ma anche; Teresa di Calcutta, Amma, Vicente Ferrer, per poi continuare con; M.et Mme. Curie, Hellen Keller o Mikao Usui... I primi tre, grandi guide dei loro popoli in momenti difficili e che lasciarono ai loro concittadini e ai loro figli un paese migliore di quello in cui sono nati. Successivamente, tre esseri umani colmi d'amore che cambiarono la vita di molte persone del terzo mondo, e finalmente gli ultimi tre, esempi di come lo studio e la perseveranza possono diventare il miglior catalizzatore del cambiamento per migliaia di persone. Ecco degli esempi positivi (lasciamo stare i negativi per il momento) del potere di trasformazione che parte da una singola persona per succesivamente diventare dei punti di riferimento per milioni di normalissimi abitanti del pianeta.
Arrivati fin qua mi pongo una domanda: queste persone, hanno un talento naturale? sono stati fatti così da madre natura? è il risultato di una vita di sforzo, lavoro e preparazione? oppure, perchè no, metà e metà? Due grandi psicologi hanno esposto due punti di vista antagonici; lo svizzero Piaget presentava la biologia come fonte di ogni cosa. Per lui, tutto è già scritto sul nostro DNA e non c'è molto che si possa fare per cambiare il destino. Secondo lui siamo predefiniti per diventare ciò che siamo. Invece, lo psicologo sovietico Vigotsky pensava che, l'uomo partecipa delle relazioni sociali nell'ambiente in cui vive e quindi si fa pervadere dall'entorno. Per lui, l'uomo è creato in base a delle regole, delle formalità, dei simboli, dei pregiudizi e via dicendo del luogo in cui è cresciuto.
Ma, non finisce qui! Ora guardo un po' più vicino ai giorni nostri per presentarvi; l'Umanesismo, ovvero, il pensiero che consente all'essere umano il potere assoluto di agire secondo la propria razionalità senza dipendere da nessun elemento ambientale e/o genetico. La vita di Viktor Frankl è un chiaro esempio.
Voi che ne pensate? Sta soltanto a noi diventare ciò che vogliamo? a prescindere dei geni e l'ambiente culturale? Il destino è scritto nel nostro DNA e dunque non c'è niente da fare? La zona geografica, i livelli culturali, economici, ecc., determinano chi sei e come vivi?
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