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| Da "La Settimana Enigmistica" |
Parlava piano come scegliendo le parole, la voce chiara, grave, coinvolgente, il tono caldo e rassicurante ed invitante all'ascolto. Il suo discorso però era strapieno di pensieri negativi: "Non si può fare niente, a nessuno gliene frega nulla, ci hanno ingannato, non c'è futuro, chissà come andrà a finire..." Era così negativo che mi sono permesso di fargli uno scherzo: "mi scusi ma allora lei deve essere l'ottimista del quartiere vero?" Bene, scherzi a parte, era ovvio che questo signore non era nel suo momento migliore ma mi stonava il suo tono depresso e disfattista dopo di aver ascoltato la sua storia vitale, una storia farcita di sacrificio, lotta, coraggio, cambio in continuazione ed adattazione. Per decenni di duro lavoro si aveva guadagnato il diritto ad avere una terza età tranquilla, vivere nella quiete di sapersi libero delle catene moderne e fiero di avercela fatta nel suo piccolo. E invece ce l'aveva con qualcuno... forse sé stesso.

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