lunedì 13 luglio 2015

Piacere a tutti

Foto di Puatraining


"La metà dei nostri problemi vengono perché abbiamo detto SI troppo in fretta o per aver detto NO troppo tardi"

Josh Billings


Tantissima gente cambia spesso di opinione a seconda di chi ha di fronte. Cercano l'approvazione degli altri su ogni argomento. Sono impiegati instancabili pronti a fare dello straordinario, partners perffetti ed attenti ad ogni dettaglio del compagno, sono, in realtà, persone molto tristi che ce la fanno a mala pena a non soccombere allo stress e all'ansia dalle prestazioni. Quante volte abbiamo accettato un incarico che non volevamo per paura di essere criticati o di essere percepiti come ingrati? Quante volte abbiamo risposto "no" a un suggerimento per poco dopo dire di "si" e finalmente sparire nel nulla desiderando che l'altro lo si dimentichi?

Questo atteggiamento non è vita. Si vive a seconda di quello che pensiamo che gli altri si aspettano di noi. Vogliamo accontentare a tutti e quello che otteniamo in cambio è lo spregio e l'umiliazione che ha con sé la perdita di rispetto proprio ed altrui.  Dimentichiamo che quello che faciamo non centra quasi mai con quello che siamo, ovvero, l'autoefficacia non è lo stesso che l'autostima.

Al di là delle cause originarie che hanno dato consistenza a queste credenze limtanti, propongo di seguito qualche domande da riflettere su. Noi coach abbiamo questa fissa con fare domande...

1) Quando prendi una decisione, cerchi di piacere a una persona o gruppo perché siete collegati da un affetto vero e reciproco? O c'è un altro motivo?

2) Come risponderesti di fronte a ogni situazione se metti per prima i tuoi desideri o le tue necessità?

3) Sei in grado di fare cose per te e solo per te a prescindere di se piaciono agli altri?

4) Pensi di avere diritto a:

   - avere la propria opinione e poter esprimerla?
   - meritare il meglio solo perché esisti?
   - a dire di no?
   - a essere stimato e rispettato da essere umano indipendentemente di quello che fai?
   - a sbagliare, a riprenderti, a superarti, ad essere tu stesso?

L'indipendenza è una questione di testa. Basta crederci per poi agire. Louis Hay diceva che "la nostra mente subconscia accetta tutto quello in cui decidiamo di credere" *(p.15). Se credi di essere troppo basso, troppo intelligente, troppo vecchio, oppure incapace di avere relazioni o che non meriti di essere felice, allora tutte queste credenze costruiranno la tua realtà e vivrai così. La bella notizia è che allo stesso modo che creiamo la nostra realtà in negativo, la possiamo far diventare molto positiva con lo stesso istrumento... la mente. "Tutto ciò con cui abbiamo a che fare è un pensiero, e un pensiero può essere cambiato" *(p.16)

Un'ultima domanda; vuoi davvero cambiare la tua vita?

ife.

* L.Hay."Come puoi guarire la tua vita"Ed.MyLife 2014 Coriano di Rimini (RN) Italia.

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